Ospedale Vecchio

Distretto della memoria sociale, civile e popolare

Ospedale Vecchio Crociera Distretto

Il cuore pulsante dell’Oltretorrente ritrova centralità e riattualizza il proprio ruolo e le proprie funzioni grazie al progetto Il Futuro della Memoria, approvato nel 2015 dall’Amministrazione e improntato alla promozione del dialogo tra identità e innovazione

Un recupero unitario dell’intero complesso dell’Ospedale Vecchio e delle relazioni con il tessuto urbano di cui è parte, che prevede per il 2020 il restauro strutturale della Grande Crociera, come nuova e suggestiva “passeggiata” coperta; la Corte del Sapere con la riorganizzazione della Biblioteca Civica, sempre più centrale ed aggregativa per la vita sociale e culturale del quartiere; un nuovo spazio destinato a caffetteria e vari ambienti per esposizioni e incontri. Nella Corte delle Associazioni socio-culturali l’Informagiovani e numerose Associazioni culturali cittadine.

E ancora nel Chiostro della Memoria Sociale Civile e Popolare le istituzioni dedicate a raccogliere e conservare materiali che narrano storia e memoria della città, l’Archivio di Stato, l’Archivio Bertolucci, l’Istituto Storico delle Resistenza e le associazioni partigiane.

Il progetto pilota di Parma 2020 trova in questo luogo il suo paradigma e intende rafforzarne e divulgarne il concept con un progetto che è al tempo stesso prodotto e luogo di produzione: l’Ospedale Vecchio, ieri deputato alla cura sanitaria dell’individuo, dal 2020 opportunità per il benessere della comunità grazie alla cultura.

Dalla fine del secolo XV al 1926 questo enorme complesso ha ospitato l'Ospedale di Parma, uno dei più antichi d'Italia. Lo fondava nel 1201 Rodolfo Tanzi, adibendo a ricovero di infermi e malati un casamento situato in Borgo Cocconi. Intorno al 1250, si fece costruire un nuovo ospedale per i trovatelli in Via Massimo D'Azeglio. Sulle rovine di questo edificio, del quale non rimangono tracce evidenti, nella seconda metà del secolo XV iniziava l'erezione del primo nucleo del fabbricato che vediamo noi oggi.